COMUNICATI

Altre lingue

29 marzo 2020

A Treviso, una delle aree più colpite dal covid19 , Silvia Pascale, presidente della sezione ANEI di Treviso e consigliera nazionale, nel suo ruolo di insegnante di scuola media, non arrendendosi alla difficoltà del momento assieme ai suoi allievi, ha dato vita ad un bellissimo esperimento come potete leggere in questo articolo riportato a seguire. Molti sono gli insegnanti che tengono lezioni on line, a tutti i livelli scolastici, ma queste lezioni che ripercorrono la storia di chi, più di 70 anni orsono, stava combattendo una guerra di resistenza che solo ora possiamo (anche se solo lontanamente) capire, come Associazione ANEI ci emozionano particolarmente.

Domenica 20 marzo 2020

https://anei.it/wp-content/uploads/2020/04/Immagine1.jpg

Giragallo Ives, classe 1922, si è spento nella mattina di domenica 20 marzo 2020.

Bersagliere orgoglioso, è stato un Internato Militare Italiano, socio della Federazione ANEI di Padova.

Col suo bel cappello piumato, religiosamente conservato, nei locali del Museo Nazionale dell’Internato Ignoto in Padova, Ives è qui ritratto assieme al vicepresidente ANEI Gastone Gal ed alla consigliera della Federazione di Padova Lucia Rampazzo.

Riflessioni nel periodo del COVID-19

In questi giorni di pandemia, chiusi nelle nostre case, siamo invasi da messaggi e filmati che si, e ci, richiamano al sentimento di solidarietà e di identità nazionale. Sentimento indiscutibile in questi momenti di lutto in cui tutti siamo coinvolti, come ci ha ricordato Papa Francesco, e ora, posti di fronte alla nostra debolezza, ci rifugiamo nella fratellanza e ritroviamo il senso dell’appartenenza.   Ma se sacrosanto è l’appello all’unità della nazione, ribadito anche dal Presidente Mattarella, non altrettanto corretta appare la strisciante accentuazione dei toni nazionalistici contrapposti alla storia di altri popoli di cui vengono generalizzati aspetti negativi. Ultimamente tocca ai tedeschi colpevoli di non aver accettato la prima proposta italiana di emettere gli Eurobond.    Quella degli Eurobond, o più precisamente di un sistema solidale di distribuzione dei debiti a livello europeo, è una discussione ancora in corso, non è una trattativa conclusa, le riserve della Germania e di altri Paesi devono essere esaminate dall’Eurogruppo e c’è da credere che anche la Germania non voglia mettere in discussione la Comunità europea.

Una cauta attesa sarebbe d’obbligo, invece ecco dilagare video e messaggi che si scagliano contro la Germania rinfacciandole la responsabilità di aver scatenato due guerre mondiali e di aver sterminato sei milioni di Ebrei o di aver ricevuto la concessione di non ripagare totalmente i debiti di guerra.    Dati storici ineccepibili, ma ricordati con livore e rissosità ricalcando il vecchio schema delle colpe dei padri che ricadono sui figli, come se la Germania di adesso fosse quella del Terzo Reich, ma soprattutto come se anche noi non avessimo alcuna responsabilità nell’ultimo evento bellico mondiale. Come se non avessimo, anche noi, condotto una guerra di aggressione, come se il fascismo non avesse soppresso la democrazia eliminando anche fisicamente gli avversari politici e non avesse perseguitato gli Ebrei, come se non avesse voluto trascinare in guerra e alla distruzione l’Italia. Insomma, come se noi potessimo dare lezione agli altri.    Ma soprattutto come se tutti coloro che si sono sacrificati combattendo con o senza armi nazismo e fascismo per ridare al mondo la Pace, ricostruendo l’Europa sulle basi della democrazia e della solidarietà, si fossero immolati invano.  

Proprio dai nostri IMI abbiamo imparato che bisogna superare i rancori e che è indispensabile riconciliarsi con chi ha riconosciuto gli errori del passato e ne ha fatto un monito per le nuove generazioni al fine di guidarle al consolidamento di quei valori che riconoscono come imprescindibili i diritti e i doveri di ogni essere umano. I nostri Internati ci hanno indicato il cammino da seguire che non può essere che quello di attenuare i contrasti e trovare una soluzione comune che si proporrà da sola in questa situazione di coinvolgimento di tutti.  

  Ora comprendiamo quanto sia importante la solidarietà che stiamo sperimentando concretamente con gli aiuti che ci arrivano da altri Paesi, comprese la Banca Centrale Europea che ha acquistato 220 miliardi di titoli di Stato italiani e la Germania che accoglie i nostri malati.  

Facciamo nostra la lezione che ci viene da coloro che hanno sofferto la crudeltà del nazismo, che ci invitano a ricordare il passato perché non possa ripetersi, non per risvegliare rancori e odio.    La Germania è risorta perché ha fatto i conti con il passato e ha bisogno dell’Europa come l’Europa ha bisogno della Germania. Anche l’Italia è risorta e mai come in questo momento ha bisogno dell’Europa, ma siamo sicuri di aver fatto i conti con il passato?

 

La presidenza

Cari Soci dell’A.N.E.I.

In questo momento di emergenza mondiale che stiamo vivendo tutti, ricordiamo l’insegnamento etico dei nostri IMI: resistere uniti, solidali, avere una fede che dia forza; per noi una fede nelle nostre istituzioni, nei nostri medici e scienziati, non ultima, per alcuni, anche la fede religiosa.

 

Aiutiamo come possiamo l’Italia tutta. Stiamo a casa.

 

Questo virus ci ha portato ad una guerra mondiale in cui il nemico non umano, è determinato ma non invincibile. Combattiamo questa guerra unendo le forze di tutti.

Dobbiamo sopportare limitazioni personali ma abbiamo tanti modi per comunicare tra di noi. A volte basta un saluto anche breve, un cenno di amicizia e vicinanza capaci di riempire il vuoto che ci fa paura. Pensiamo che la nostra solitudine non ha confronto con quella dei nostri genitori, nonni o zii prigionieri nei Lager.

 

Ringraziamo tutti gli operatori sanitari e i medici ricercatori italiani e stranieri che stanno lavorando con grande generosità e che ci auguriamo arrivino presto a darci un’arma fondamentale per la vittoria: il vaccino.

Ricordiamo coloro che hanno perso la vita e siamo vicini ai loro cari.

Proprio per questo – rimaniamo ancora a casa.

 

Con un forte senso di amicizia un caro saluto a tutti i soci ANEI.

La presidenza

 

 

In memoria di

Giuseppe Capuzzo

 

 

 

 

 

L’1 marzo 2020 ci ha lasciati l’IMI Giuseppe Capuzzo nato a Bovolenta (PD) il 5-4-1924, socio onorario della delegazione di Maserà, sezione dell’ANEI di Padova. Pochi mesi fa aveva potuto rilasciare la sua ultima testimonianza di internato militare ai ricercatori dell’Università di Padova nell’ambito di un progetto italo-tedesco coordinato dal prof. Filippo Focardi, a cui collabora anche la nostra Associazione. Per diversi anni è stato protagonista di numerosi incontri sul tema della Memoria degli IMI narrando la sua sofferta esperienza di lavoratore coatto nell’industria tedesca. Deportato, dopo l’8 settembre 1943, nello Stalag III A di Luckenwalde, presso Berlino, lavorò all’AEG come internato militare e, in seguito agli accordi Mussolini-Hitler del 20-7-1944, venne dichiarato lavoratore civile dal 21 agosto 1944. Il suo impegno nel documentare senza rancore la propria esperienza, ha fornito una preziosa testimonianza del calvario dei seicentomila militari italiani che, rifiutando la collaborazione col nazifascismo, furono brutalmente sfruttati come lavoratori nell’apparato bellico tedesco a causa dell’arbitrario status di IMI, per essere ulteriormente beffati con il successivo e forzato passaggio a lavoratori civili. Quell’ulteriore cambiamento di status, togliendo loro anche la dignità di militari, li fece sembrare collaborazionisti della Germania.

L’ANEI, raccogliendo il Suo messaggio di riconciliazione e di pace, esprime alla famiglia le più sentite condoglianze

 

 

 

Mi accingevo a scrivere alcune considerazioni sulla nostra situazione di reclusi che ci avvicina, con le dovute proporzioni, alla condizione degli IMI, quando mi è giunto l’annuncio della scomparsa del nostro socio Carlo Elio Simoncini, presidente della sezione “Valle Camonica”.

La notizia mi ha colpito con la stessa fulmineità con cui è sopraggiunta la morte del nostro caro socio perché improvvisamente tutta l’Anei si è ritrovata immersa in questa micidiale epidemia delle cui più tragiche conseguenze siamo a conoscenza, ma non le avevamo ancora toccate in prima persona. Sì, ora abbiamo anche la nostra tragedia, perché questa morte è di tutta l’Associazione e quelle considerazioni che volevo fare sulla condizione di reclusi in pantofole, assumono un altro aspetto, un’altra valenza, ci avvicinano realmente al sacrificio degli IMI, e diventano dolore.

 

Gastone Gal

Vice-presidente ANEI

Facciamo pervenire le condoglianze della redazione della rivista Noi dei Lager alla famiglia del nostro socio Carlo Elio Simoncini, la cui scomparsa ci addolora profondamente e ci fa toccare con mano la tragedia che si sta abbattendo sul nostro paese. Ricordiamo il suo attivismo, nella nostra ANEI e nella sua  sezione della Valcamonica (BS).

Anna Maria  Casavola

Direttore responsabile della rivista Noi dei Lager

Cari soci,

l’emergenza dettata dal Coronavirus e le conseguenti disposizioni ministeriali ci costringono alla forzata inattività, per ora fino al 3 aprile. Ci sentiamo particolarmente vicini alle regioni e alle province maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria, pensiamo in particolar modo alla chiusura del nostro Museo di Padova, luogo di incontro, in questo periodo, di numerose classi di studenti che, grazie all’opera dei volontari e alle testimonianze lì presenti, vengono a conoscenza delle drammatiche vicende degli IMI. Ma ricordiamo anche il blocco dei viaggi della memoria, organizzati dalle nostre sezioni, delle conferenze, degli incontri istituzionali, delle presentazioni di nuovi volumi, insomma di tutte le attività che la nostra Associazione organizza e attua grazie all’opera dei volontari che sono il pilastro portante dell’ANEI e ai quali va la nostra grande riconoscenza. Il Consiglio direttivo che doveva essere indetto questo mese viene necessariamente aggiornato più avanti, in attesa di nuove disposizioni e nella speranza di un deciso miglioramento dell’attuale situazione.

Cordiali saluti a tutti.

                                                                                                                                                          La Presidenza

In Liguria, a Genova e a Cicagna,

due appuntamenti dedicati agli IMI

 

Venerdì 21 febbraio nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi a Genova si è tenuto il Convegno “Gli schiavi di Hitler. Internati Militari Italiani nella Seconda Guerra Mondiale”, organizzato da ANPI, ILSREC e Comune di Genova con la partecipazione di studenti di cinque Istituti del territorio, al quale è intervenuto il presidente nazionale ANEI Orlando Materassi.

 

 

Sabato 22 febbraio presso il Palazzetto Multiuso del Comune di Cicagna (Genova) si è tenuto l’evento “Fiori del lager – Antologia di internati Militari Italiani – Una difficile memoria”. L’organizzazione è stata curata dall’Associazione Marinai Italiani Gruppo di Cicagna e Fontanabuona, Gruppo Alpini di Cicagna e Fiap Genova con il patrocinio del Comune e dell’Associazione Nazionale ex Internati.

Il promotore della giornata è Riccardo Pagliettini, un attento cultore di storia locale e soprattutto di quanto accaduto durante l’ultimo conflitto bellico.

L’incontro è stato moderato dal giornalista Massimo Lagomarsino e sono intervenuti il presidente Nazionale ANEI Orlando Materassi e l’autrice del volume, prof.ssa Silvia Pascale.

Orlando Materassi ha sottolineato la correttezza del sottotitolo: una difficile memoria.

Dopo l’8 settembre 1943, con un’arbitraria decisione e violando le norme della Convenzione di Ginevra del 1929, Hitler, con la complicità di Mussolini, cambiò lo status dei nostri militari catturati: da prigionieri di guerra diventarono internati militari italiani negando loro la tutela e gli aiuti della Croce Rossa Internazionale.

Avrebbero, comunque, potuto riacquistare la libertà se solo avessero accettato di continuare la guerra accanto all’esercito tedesco o in quello della neonata Repubblica Sociale Italiana.

Circa 650.000 di loro risposero NO, un NO ripetuto più volte, e fecero della loro scelta, seppur con motivazioni diverse, il rifiuto di ogni tipo di collaborazione con nazisti e fascisti.

Continua Materassi: “Una scelta antifascista, di ragazzi e uomini che rifiutarono con coraggio la libertà e accettarono la prigionia per venti lunghi mesi nei Lager nazisti del Terzo Reich. La loro Resistenza li rese protagonisti di un secondo Risorgimento, quale fu la Lotta di Liberazione che portò alla sconfitta del nazifascismo. Cercarono di resistere alle violenze, alle fatiche del lavoro coatto, alla fame, al freddo, e circa 50.000 di loro non fecero ritorno a casa.”

Il pomeriggio è proseguito con la presentazione dell’Antologia di Silvia Pascale “Fiori dal Lager”. L’autrice ha spiegato che il è una raccolta di lettere, di racconti, di diari e di interviste, per dare voce a cinquantatre Internati Militari Italiani. Le loro storie vivono ancora grazie agli scritti, alle memorie dei familiari, ai documenti e alle immagini inedite che costellano queste pagine.

Chi erano questi giovani uomini capaci di una scelta così drammatica?

Ragazzi poco più che ventenni, giovani padri di famiglia che hanno sacrificato un periodo della loro vita e che una volta rientrati hanno raccontato poco, ma la loro esperienza è rimasta impressa nell’animo ed è stata raccolta dalle proprie famiglie. In quest’opera hanno trovato voce anche alcuni di quelli che non sono tornati. Le loro storie sono state recuperate dai figli, dai nipoti o dai pronipoti, che hanno cercato per anni i documenti o anche solo una tomba, spesso senza neppure trovarla.

 

 

Presentato il 10 febbraio a Treviso il libro

“Coltivare memoria, praticare cittadinanza”

 

 

Il giorno 10 febbraio presso l’Istituto Comprensivo “Stefanini” di Treviso si sono tenuti due incontri nell’ambito del progetto di formazione “Ripensare la Memoria” coordinato dalla prof.ssa Silvia Pascale:

  • Alla mattina per le classi terze
  • Al pomeriggio per la cittadinanza, in particolare per i docenti.

L’incontro patrocinato da ANEI nazionale e dalla sezione ANEI di Treviso, ha visto la presentazione del volume della dott.ssa Luana Collacchioni “Coltivare memoria, praticare cittadinanza” che si colloca all’interno di un percorso di ricerca biennale dell’Università di Firenze, “La Memoria Resistente”, un progetto europeo presentato da ANEI Firenze e finanziato dalla Germania con i Fondi per il Futuro.

Gli incontri hanno visto la partecipazione dell’autrice del libro e del presidente nazionale ANEI Orlando Materassi, responsabile anche del progetto sopra citato, con il coordinamento di Silvia Pascale.

Alla mattina alla presenza di circa 180 studenti estremamente attenti, Materassi ha parlato dell’esperienza di suo padre Elio come internato militare italiano e di lui come figlio che ne tramanda la memoria, affidando alla carta il suo diario di guerra e prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Luana Collacchioni ha ricostruito il quadro storico del nazifascismo e delle deportazioni, spiegando l’importanza dello studio delle testimonianze e l’importanza di non essere indifferenti.

 

 

Il volume offre un resoconto dei molteplici percorsi svolti con docenti, alunni delle scuole primarie e secondarie e studenti universitari con la precisa finalità di valorizzare la memoria, potenziare il pensiero critico–riflessivo ed educare alla cittadinanza e alla partecipazione attiva promuovendo valori come la responsabilità, l’impegno, la solidarietà.

Al pomeriggio si è avuto l’incontro con il pubblico, in particolare con docenti del territorio frequentanti il corso di formazione sulla Memoria.

A Perugia, appello alla memoria e commozione alla presentazione del libro «Fiori dal Lager». Antologia di Internati Militari Italiani

 

 

Sabato 8 febbraio a Perugia si è svolta la presentazione del volume di Silvia Pascale «Fiori dal Lager. Antologia di Internati Militari Italiani», iniziativa patrocinata da Comune e ANEI Nazionale, fortemente voluta dalla famiglia Roscini.

Ha aperto la mattinata l’Assessore Leonardo Varasano con un pertinente discorso su questa pagina di storia poco conosciuta soprattutto nelle scuole.

Ha proseguito Orlando Materassi presidente nazionale ANEI che ha sottolineato la scelta del NO degli IMI: no al nazifascismo che ha determinato 20 mesi nei Lager del Terzo Reich sopportando fame, freddo e paura. È doveroso ribadire l’importanza del ‘fare memoria’, comunicando alle nuove generazioni in maniera diretta il drammatico ricordo del passato, di una delle pagine più orribili della nostra storia recente. Come non dimenticare quanto è accaduto ai nostri connazionali internati solo per non aver acconsentito a combattere per l’esercito del Duce e per Hitler.

Successivamente è intervenuta la dott.ssa Luana Collacchioni dell’Università di Firenze che ha ribadito l’importanza della ricerca storica in chiave pedagogica.

Centrale la presentazione voluta dall’autrice della storia di Alberto Roscini, padre di Franco e presente al tavolo con la ricercatrice.

Alberto Roscini viene catturato a Ragusa, attuale Dubrovnik, il 12 settembre 1943 e internato in diversi campi di concentramento: in Polonia nello Stalag II D a Stargard, poi allo Stalag XII A di Limburg, infine al VI C di Bathorn e VI J di Fichtenhain. Verrà impiegato verso la fine della prigionia in un Arbeitskommando a Bensberg, vicino a Colonia e alloggiato con altri italiani nella sala di un cinema dismesso

Qui il 12 aprile 1945 Alberto Roscini morirà sotto bombardamento alleato. Soltanto in anni recenti però Franco è riuscito a sapere dove fosse sepolto il padre e solo nel 2015 è riuscito attraverso un lungo lavoro di ricerca a riportare i resti del padre in Italia, riesumati dal Cimitero Monumentale di Amburgo.

La giornata si è conclusa proprio con la commovente testimonianza di Franco Roscini che ha ricordato le difficoltà della ricerca, le speranze e poi la gioia del ritorno del padre vicino alla tomba della mamma.

L’Anei esprime solidarietà e vicinanza al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e ai famigliari dei feriti per l’attentato subito in Iraq dai militari italiani.

Giovedì 7 novembre u.s., primo giorno sotto tutela di Liliana Segre, il vicepresidente dell’ANEI Gastone Gal ha incontrato la senatrice in Galleria a Milano, esprimendole tutta la solidarietà della nostra Associazione. Se si è costretti a ricorrere a simili provvedimenti per tutelare una illustre vittima della Shoah, mai come ora la nostra Associazione è chiamata all’attuazione del nostro mandato in difesa dei diritti umani e in opposizione ad ogni forma di sopraffazione.

28 ottobre 2019

La senatrice Liliana Segre

La Presidenza nazionale dell’ANEI esprime la propria vicinanza e solidarietà alla senatrice Liliana Segre vittima di quotidiani insulti antisemiti e di genere, come riferisce il Centro di documentazione ebraica di Milano e pubblicato ieri da Repubblica.
Le offese a lei dirette, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz, dove morì suo padre, ci riempiono di indignazione e riteniamo che non si possa e non si debba restare indifferenti né sottovalutarle, sono un segnale che ci    fa ricordare l’ammonimento di Primo Levi “Meditate che questo è stato”. Nel ricordo dei nostri Internati Militari, della Shoah e di tutte le vittime delle deportazioni, questo possiamo dire: non mancherà mai il nostro quotidiano impegno culturale ed educativo per combattere ogni forma di odio, di razzismo e di antisemitismo.

14 ottobre 2019

L’Anei, fedele al proprio mandato in difesa dei diritti umani, non può non esprimere la propria riprovazione per l’aggravarsi della situazione internazionale che vede prevalere ancora una volta le “ragioni” della forza a danno di popolazioni inermi che ne subiscono tragicamente le conseguenze. La Siria, travagliata da diversi anni da un conflitto, che oltre ad aver provocato numerose vittime ha costretto all’esodo una gran parte dei suoi abitanti, subisce ora i raid turchi contro le popolazioni curde. Si assiste al triste fenomeno della pulizia etnica che tanti drammi ha creato in diverse parti del mondo recando offesa all’imprescindibile rispetto dei diritti umani, per i quali si batteva Hevrin Kholaf, segretaria generale dl Partito futuro siriano, vittima di un orribile assassinio. L’Anei esprime fin d’ora il proprio pieno sostegno alle iniziative del nostro governo volte a por termine a questo ennesimo oltraggio all’Umanità che sembra non riuscire a riconoscere la via della Pace.

L’ IMI COMBERLATO ALESSANDRO HA COMPIUTO 100 ANNI

 

12 ottobre 2019

Alessandro a 18 anni

Nasce a Caldogno il 12 Agosto 1919, ultimo di 4  figli e nel marzo del 1940 viene chiamato alle armi presso l’XI Genio a Udine Compagnia Trasmissioni per essere poi effettivo al XXI settore  GAF (Guardia alla Frontiera) di Tolmino. Con l’armistizio dell’8 settembre del 1943 le truppe tedesche circondarono la caserma di Tolmino e in poche ore i militari furono disarmati e caricati nei carri bestiame verso direzione ignota. Durante il viaggio che durò circa 4 giorni, Alessandro e i suoi compagni transitarono per Monaco, Stoccarda  ed infine il 12 settembre Alessandro arrivò a Kassel.

Destinazione finale: campo di Internamento  IX di Ziegenhain (Germania),  matricola 77754, il suo nuovo “nome”.

Costretto ai lavori forzati per più di 19 mesi, gli fu più volte chiesto di collaborare con Hitler ma lui, come la maggior parte degli Internati, ha sempre risposto di No.

Durante il suo internamento ha patito fame, punizioni, malattia ma fortunatamente è sempre riuscito a cavarsela. Durante la sua prigionia il lavoro coatto prevalente è stato quello della costruzione di nuove baracche per un lager destinato ad altri prigionieri e del recupero della polvere da sparo presso il lager di Steinbach.
Il 2 aprile 1945 il campo  IX di Ziegenhain è stato liberato dagli americani.

Alessandro Comberlato insignito con la medaglia d’Onore dal Prefetto di Vicenza Melchiorre Fallica e dal Sindaco di Caldogno Marcello Vezzaro

Il suo viaggio di rientro è iniziato in maggio a piedi con gli amici  Aldo Gozza e Adelio Scotton.
Arrivato a piedi a Bolzano, grazie ai carri  della Pontificia commissione è rientrato a Caldogno il 5 giugno 1945.

Alessandro è uno dei 105 IMI di Caldogno, oggi è uno dei pochi IMI ancora vivente. Alessandro ha raggiunto il compimento del suo 100° anno di vita il 12 agosto 2019 e grazie alla sua famiglia  è impegnato ancora a testimoniare nelle scuole e presso le istituzioni la sua terribile esperienza e collabora con le più alte cariche dello Stato per far sì che atrocità così non si ripetano.Ha il distintivo di Volontario per la Libertà, ha la croce al merito di Guerra, è da sempre socio dell’ANEI e dell’ANCR; è Insignito della Medaglia d’Onore da parte del Prefetto di Vicenza, collabora attivamente  alla mostra Internazionale “Tra più fuochi, la storia degli internati militari italiani” presso il centro di Schoneweide di Berlino.

Grazie alla federazione ANEI di Vicenza e a suo figlio Virgilio, si sta organizzando un progetto con l’istituto comprensivo di Caldogno, l’amministrazione comunale e le autorità tedesche per valorizzare la sua storia e quella di tutti gli IMI.

 

5 ottobre 2019

CORDOGLIO PER I POLIZIOTTI PIERLUIGI ROTTA E MATTEO DEMENEGO

La Presidenza dell’Associazione Nazionale Ex Internati, A.N.E.I.,

nell’apprendere con sgomento e dolore la notizia dell’uccisione dei due giovani agenti

Pierluigi Rotta e Matteo Demenego,

rivolge sentite condoglianze ai familiari

ed esprime cordoglio al Capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli,

e a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine.

 

A Padova ribadito lo spirito antifascista degli IMI e dell’ANEI

 

30 settembre 2019

Il 76° anniversario dell’Internamento, è stata l’occasione per il presidente nazionale dell’ANEI, Orlando Materassi, per riaffermare che gli Internati Militari Italiani, una generazione di uomini nati e vissuti sotto il regime, che avrebbero potuto riacquistare la libertà se solo avessero accettato di continuare la guerra accanto all’esercito tedesco o in quello della neonata Repubblica di Salò, con il loro NO fecero una scelta antifascista, decidendo di stare dalla parte della dignità e del rispetto della persona, che fascismo e nazismo avevano negato.

Nel suo intervento durante la cerimonia che si è svolta il 29 settembre presso il tempio dell’Internato Ignoto a Terranegra di Padova – organizzata dal Comune di Padova e dalla Federazione provinciale di Padova dell’ANEI, con la collaborazione del Comando Forze Operative Nord – Materassi ha ricordato che gli IMI “resistettero alle violenze, alle fatiche del lavoro coatto, alla fame, al freddo, fino al termine del secondo conflitto mondiale, rifiutandosi proseguire un’ingiusta guerra di aggressione. La loro Resistenza – ha affermato – li rese protagonisti di un secondo Risorgimento, quale fu la Lotta di Liberazione che portò alla sconfitta del nazifascismo”.

Per il presidente dell’ANEI, il sacrificio degli IMI “autorizza ad esigere che abbiano il giusto rilievo durante le cerimonie rievocative del 27 gennaio, del 25 aprile e del 2 giugno, al pari di altre esperienze di Lotta di Liberazione e di deportazione” ed impone all’ANEI “di affermarlo nelle sedi istituzionali e nei rapporti associativi”.

Ma il doveroso ricordo del sacrificio degli IMI non basta. “Noi vogliamo che quella storia, oggi ancora assente nei testi scolastici, relegata a soli progetti integrativi, inizi ad essere materia educativa”, perché i valori di pace, democrazia, libertà e solidarietà che ispirano la Costituzione italiana, “sono il frutto della lotta di quanti lottarono e donarono la propria vita per offrirci una prospettiva di un futuro migliore”: e quindi anche degli IMI.

“La loro battaglia senza armi – ha affermato Materassi – li ha resi interpreti della Liberazione dal giogo nazifascista e protagonisti  della nascita di una nuova Italia Repubblicana ed Antifascista, che ripudia la guerra e che sarà sempre a difesa dei valori della libertà”.

Ricordando che proprio a Terranegra è scolpita su pietra la parola “perdonare”, Materassi ha poi dichiarato che “l’ANEI non può ignorare il tema della Riconciliazione”, già condiviso con le istituzioni della Repubblica Federale di Germania. A questo proposito “occorre che ognuno si adoperi per la Riconcilazione, perché essa è un importante viatico per educare ai valori della fratellanza e della Pace, ispirandosi ai quali i nostri IMI diedero vita all’ANEI dopo l’esperienza vissuta nei Lager”.

 

6 settembre 2019

 

Noi tutti sappiamo quanto l’8 Settembre 1943 sia una data determinante per la sorte della Patria e dell’esercito italiano. È il giorno dell’annuncio, da parte del maresciallo Pietro Badoglio, dell’armistizio con gli anglo-americani, firmato segretamente il 3 settembre a Cassibile (Siracusa). Alla cessazione delle ostilità verso gli Alleati non corrispose un’adeguata e coordinata organizzazione dei nostri reparti militari per resistere all’aggressione tedesca, cosicché solo l’iniziativa di alcuni singoli comandi diede vita ad un’opposizione armata alla cattura, reazione destinata inevitabilmente al sacrificio. È doveroso ricordare i combattimenti nel Dodecaneso, a Cefalonia, Lero, Coo, Rodi, ma anche quelli in Albania e in Jugoslavia e altri in Italia, come quello di militari e civili a Porta San Paolo a Roma e altri in diversi luoghi della nostra penisola, tutti conclusisi con un alto numero di vittime anche a causa della rappresaglia tedesca. Al mancato ordine attuativo delle vaghe disposizioni delle Memorie n. 44 e 45 e dei contraddittori Promemoria 1 e 2 del Comando supremo italiano, comunque subordinati all’iniziativa tedesca, risposero eroicamente il valore e la dignità di diversi reparti del nostro esercito. Lo stesso valore e la stessa dignità che ebbero quei più di seicentomila Internati Militari che rifiutarono la liberazione scegliendo la fatica, la fame e in cinquantamila la morte, pur di non dare la loro adesione al fascismo e al nazismo. Fu la prima libera scelta dopo vent’anni di dittatura e fu una scelta coraggiosa di uomini e di militari, ispirati da valori di umanità, di pace, di lealtà. Una decisione che col tempo fu sempre più un consapevole democratico rifiuto di quelle ideologie che in nome di una presunta superiorità avevano portato la violenza e la sopraffazione nel mondo, e che gli IMI stessi ora subivano. Se l’8 Settembre segnò l’inizio dell’occupazione tedesca di gran parte dell’Italia e la divisione della nostra penisola tra la futura Repubblica sociale e il cosiddetto Regno del Sud, dopo la fuga dello stato maggiore dell’esercito e del re a Brindisi, sancì di fatto l’inizio della Resistenza armata contro il nazi-fascismo, attuata anche con il determinante contributo dei militari sfuggiti alla cattura. Fu importante quella lotta di popolo che attraverso azioni di sabotaggio contribuì a fiaccare l’opposizione, degli occupanti tedeschi e dei fascisti loro alleati, all’avanzata delle truppe alleate. Ma soprattutto dimostrò al mondo che gli Italiani volevano cancellare la dittatura e redimersi dalla guerra di aggressione scatenata dal fascismo. Quella Resistenza in armi si accompagnò a quella senz’armi attuata nei Lager dagli IMI, che ebbe ancora più vittime e non fu certo meno importante. È da questa data che inizia il cammino democratico del nostro Paese, quel cammino che, attraverso tanti sacrifici, ci ha riportati alla libertà e soprattutto ha dato origine alla nostra Costituzione, nata dalla lotta al fascismo, la cui matrice è quindi, in nome della democrazia, profondamente antifascista. In questo giorno, a 76 anni di distanza, non deve affievolirsi il ricordo del sacrificio di tutti i combattenti per la libertà, con o senza armi, che seppero reagire con determinazione ad un periodo buio della nostra storia richiamandosi ai valori fondanti dell’Umanità, la pace, la giustizia, la solidarietà che la nostra Associazione ha fatto propri raccogliendo il testimone lasciatoci dagli Internati Militari Italiani.

La Presidenza Nazionale

 

6 agosto 2019

 

Un contributo ANEI al tema dei diritti umani in relazione al decreto “Sicurezza bis” recentemente approvato al Senato

L’ANEI, ricordando le sofferenze patite dagli internati nei campi di concentramento nazisti, non può non essere in prima linea nella difesa di chi si vede oggi privato della propria dignità di essere umano nei campi di internamento in Libia, e di chi si avventura sul mare per sfuggire alla guerra, alla fame e agli aguzzini. Il decreto, approvato dal Senato, nei suoi primi articoli contiene norme moralmente inaccettabili riguardanti enormi sanzioni economiche previste per coloro che, ubbidendo alla coscienza e alle leggi del mare, soccorrono chi è in pericolo di vita. Queste norme si propongono di contrastare l’immigrazione clandestina, ma chi ne pagherà le conseguenze saranno proprio i bisognosi di aiuto, liberi di affogare, non certo i trafficanti di esseri umani. L’altro aspetto, che è doveroso sottolineare, è il pericolo di eventuali ricadute sul corpo sociale in quanto si rischia di perdere di vista l’importanza del valore della dignità della persona, alimentando così ulteriori episodi di intolleranza e di razzismo. Non possiamo non rilevare, infine, che il decreto è in palese contrasto sia con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali sia con l’articolo 10 della nostra Costituzione che, ricordiamo, è nata proprio sulle macerie di uno Stato che aveva negato la democrazia, e per questo i padri costituzionali avevano ben presente l’intento di tutelare i diritti umani e l’effettivo esercizio delle libertà democratiche offerte anche allo straniero a cui sia impedito di esercitarle nel proprio paese. Per tutto ciò l’ANEI non può non esprimere il proprio sconcerto di fronte a provvedimenti che sembrano smarrire non solo il riferimento alla carta costituzionale, ma anche quello ai più elementari principi di umanità. 

La Presidenza dell’Associazione Nazionale Ex Internati,

partecipa al dolore della famiglia del

Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega

ed esprime la propria vicinanza

all’Arma dei Carabinieri

 

Incontro presso l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania

Il giorno 9 luglio 2019, il Presidente Orlando Materassi e la Dott.ssa Luana Collacchioni, titolare di un assegno di ricerca biennale per il progetto “La Memoria resistente” finanziato del “Fondo italo-tedesco per il futuro” sono stati ricevuti presso l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.

Nell’incontro avuto con l’Ambasciatore Viktor Elbling è stato condiviso il comune impegno per mantenere viva la Memoria degli IMI.

Il progetto in essere è stato ritenuto valido per una maggiore conoscenza della scelta fatta dagli IMI e del loro internamento, così come importante è stato coinvolgere le nuove generazioni al fine di una completa riconciliazione tra i Popoli e per dare certezza ad un futuro di pace.

Nell’occasione l’Ambasciatore ha fatto proprie le considerazioni del Presidente Orlando Materassi per dar vita al rilancio associativo dell’Anei, così come è emerso dall’ultimo congresso nazionale.

Al termine dell’incontro, l’Ambasciatore Viktor Elbling, il Presidente Orlando Materassi e la Dott.ssa Luana Collacchioni hanno rilasciato brevi video interviste.

In merito all’incontro, il Presidente Orlando Materassi, nell’esprimere il suo giudizio positivo sui temi affrontati e sulla manifestata volontà di collaborazione dimostrata dall’Ambasciatore, ha invitato lo stesso ad essere presente al convegno previsto nell’ambito del progetto “La Memoria resistente” che sarà organizzato a Firenze nel prossimo autunno.

 

 

Elezione di David Maria Sassoli alla Presidenza del Parlamento Europeo.

 

 

L' A.N.E.I. - Associazione Nazionale Ex Internati nei lager  Nazisti - saluta l'elezione di   David Maria Sassoli alla Presidenza del Parlamento Europeo.

Apprezza le sue parole in occasione del discorso di insediamento nel ricordare

…Non siamo un incidente della storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l'antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia…

Un chiaro e condiviso riferimento alle origini di un Europa unita i cui germogli nacquero all'interno dei campi della deportazione e dell'internamento. Lì, uomini e donne dei tanti diversi Paesi educati a culture diverse diedero vita ai primi atti di solidarietà e di riappacificazione mossi da ideali di pace, giustizia e libertà. L’impegno espresso dal neo presidente in difesa e promozione della libertà, della democrazia e del valore della persona e della sua dignità coincide appieno con quello della nostra Associazione.

Nell'augurare buon lavoro al Presidente David Sassoli e a tutti i membri del Parlamento europeo, l'A.N.E.I. nel ricordo dei suoi IMI, conferma il proprio impegno di Memoria e formazione per garantire un futuro di amicizia tra tutti i cittadini del mondo.