COMUNICATI

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L’Anei esprime solidarietà e vicinanza al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e ai famigliari dei feriti per l’attentato subito in Iraq dai militari italiani.

Giovedì 7 novembre u.s., primo giorno sotto tutela di Liliana Segre, il vicepresidente dell’ANEI Gastone Gal ha incontrato la senatrice in Galleria a Milano, esprimendole tutta la solidarietà della nostra Associazione. Se si è costretti a ricorrere a simili provvedimenti per tutelare una illustre vittima della Shoah, mai come ora la nostra Associazione è chiamata all’attuazione del nostro mandato in difesa dei diritti umani e in opposizione ad ogni forma di sopraffazione.

28 ottobre 2019

La senatrice Liliana Segre

La Presidenza nazionale dell’ANEI esprime la propria vicinanza e solidarietà alla senatrice Liliana Segre vittima di quotidiani insulti antisemiti e di genere, come riferisce il Centro di documentazione ebraica di Milano e pubblicato ieri da Repubblica.
Le offese a lei dirette, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz, dove morì suo padre, ci riempiono di indignazione e riteniamo che non si possa e non si debba restare indifferenti né sottovalutarle, sono un segnale che ci    fa ricordare l’ammonimento di Primo Levi “Meditate che questo è stato”. Nel ricordo dei nostri Internati Militari, della Shoah e di tutte le vittime delle deportazioni, questo possiamo dire: non mancherà mai il nostro quotidiano impegno culturale ed educativo per combattere ogni forma di odio, di razzismo e di antisemitismo.

14 ottobre 2019

L’Anei, fedele al proprio mandato in difesa dei diritti umani, non può non esprimere la propria riprovazione per l’aggravarsi della situazione internazionale che vede prevalere ancora una volta le “ragioni” della forza a danno di popolazioni inermi che ne subiscono tragicamente le conseguenze. La Siria, travagliata da diversi anni da un conflitto, che oltre ad aver provocato numerose vittime ha costretto all’esodo una gran parte dei suoi abitanti, subisce ora i raid turchi contro le popolazioni curde. Si assiste al triste fenomeno della pulizia etnica che tanti drammi ha creato in diverse parti del mondo recando offesa all’imprescindibile rispetto dei diritti umani, per i quali si batteva Hevrin Kholaf, segretaria generale dl Partito futuro siriano, vittima di un orribile assassinio. L’Anei esprime fin d’ora il proprio pieno sostegno alle iniziative del nostro governo volte a por termine a questo ennesimo oltraggio all’Umanità che sembra non riuscire a riconoscere la via della Pace.

L’ IMI COMBERLATO ALESSANDRO HA COMPIUTO 100 ANNI

 

12 ottobre 2019

Alessandro a 18 anni

Nasce a Caldogno il 12 Agosto 1919, ultimo di 4  figli e nel marzo del 1940 viene chiamato alle armi presso l’XI Genio a Udine Compagnia Trasmissioni per essere poi effettivo al XXI settore  GAF (Guardia alla Frontiera) di Tolmino. Con l’armistizio dell’8 settembre del 1943 le truppe tedesche circondarono la caserma di Tolmino e in poche ore i militari furono disarmati e caricati nei carri bestiame verso direzione ignota. Durante il viaggio che durò circa 4 giorni, Alessandro e i suoi compagni transitarono per Monaco, Stoccarda  ed infine il 12 settembre Alessandro arrivò a Kassel.

Destinazione finale: campo di Internamento  IX di Ziegenhain (Germania),  matricola 77754, il suo nuovo “nome”.

Costretto ai lavori forzati per più di 19 mesi, gli fu più volte chiesto di collaborare con Hitler ma lui, come la maggior parte degli Internati, ha sempre risposto di No.

Durante il suo internamento ha patito fame, punizioni, malattia ma fortunatamente è sempre riuscito a cavarsela. Durante la sua prigionia il lavoro coatto prevalente è stato quello della costruzione di nuove baracche per un lager destinato ad altri prigionieri e del recupero della polvere da sparo presso il lager di Steinbach.
Il 2 aprile 1945 il campo  IX di Ziegenhain è stato liberato dagli americani.

Alessandro Comberlato insignito con la medaglia d’Onore dal Prefetto di Vicenza Melchiorre Fallica e dal Sindaco di Caldogno Marcello Vezzaro

Il suo viaggio di rientro è iniziato in maggio a piedi con gli amici  Aldo Gozza e Adelio Scotton.
Arrivato a piedi a Bolzano, grazie ai carri  della Pontificia commissione è rientrato a Caldogno il 5 giugno 1945.

Alessandro è uno dei 105 IMI di Caldogno, oggi è uno dei pochi IMI ancora vivente. Alessandro ha raggiunto il compimento del suo 100° anno di vita il 12 agosto 2019 e grazie alla sua famiglia  è impegnato ancora a testimoniare nelle scuole e presso le istituzioni la sua terribile esperienza e collabora con le più alte cariche dello Stato per far sì che atrocità così non si ripetano.Ha il distintivo di Volontario per la Libertà, ha la croce al merito di Guerra, è da sempre socio dell’ANEI e dell’ANCR; è Insignito della Medaglia d’Onore da parte del Prefetto di Vicenza, collabora attivamente  alla mostra Internazionale “Tra più fuochi, la storia degli internati militari italiani” presso il centro di Schoneweide di Berlino.

Grazie alla federazione ANEI di Vicenza e a suo figlio Virgilio, si sta organizzando un progetto con l’istituto comprensivo di Caldogno, l’amministrazione comunale e le autorità tedesche per valorizzare la sua storia e quella di tutti gli IMI.

 

5 ottobre 2019

CORDOGLIO PER I POLIZIOTTI PIERLUIGI ROTTA E MATTEO DEMENEGO

La Presidenza dell’Associazione Nazionale Ex Internati, A.N.E.I.,

nell’apprendere con sgomento e dolore la notizia dell’uccisione dei due giovani agenti

Pierluigi Rotta e Matteo Demenego,

rivolge sentite condoglianze ai familiari

ed esprime cordoglio al Capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli,

e a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine.

 

A Padova ribadito lo spirito antifascista degli IMI e dell’ANEI

 

30 settembre 2019

Il 76° anniversario dell’Internamento, è stata l’occasione per il presidente nazionale dell’ANEI, Orlando Materassi, per riaffermare che gli Internati Militari Italiani, una generazione di uomini nati e vissuti sotto il regime, che avrebbero potuto riacquistare la libertà se solo avessero accettato di continuare la guerra accanto all’esercito tedesco o in quello della neonata Repubblica di Salò, con il loro NO fecero una scelta antifascista, decidendo di stare dalla parte della dignità e del rispetto della persona, che fascismo e nazismo avevano negato.

Nel suo intervento durante la cerimonia che si è svolta il 29 settembre presso il tempio dell’Internato Ignoto a Terranegra di Padova – organizzata dal Comune di Padova e dalla Federazione provinciale di Padova dell’ANEI, con la collaborazione del Comando Forze Operative Nord – Materassi ha ricordato che gli IMI “resistettero alle violenze, alle fatiche del lavoro coatto, alla fame, al freddo, fino al termine del secondo conflitto mondiale, rifiutandosi proseguire un’ingiusta guerra di aggressione. La loro Resistenza – ha affermato – li rese protagonisti di un secondo Risorgimento, quale fu la Lotta di Liberazione che portò alla sconfitta del nazifascismo”.

Per il presidente dell’ANEI, il sacrificio degli IMI “autorizza ad esigere che abbiano il giusto rilievo durante le cerimonie rievocative del 27 gennaio, del 25 aprile e del 2 giugno, al pari di altre esperienze di Lotta di Liberazione e di deportazione” ed impone all’ANEI “di affermarlo nelle sedi istituzionali e nei rapporti associativi”.

Ma il doveroso ricordo del sacrificio degli IMI non basta. “Noi vogliamo che quella storia, oggi ancora assente nei testi scolastici, relegata a soli progetti integrativi, inizi ad essere materia educativa”, perché i valori di pace, democrazia, libertà e solidarietà che ispirano la Costituzione italiana, “sono il frutto della lotta di quanti lottarono e donarono la propria vita per offrirci una prospettiva di un futuro migliore”: e quindi anche degli IMI.

“La loro battaglia senza armi – ha affermato Materassi – li ha resi interpreti della Liberazione dal giogo nazifascista e protagonisti  della nascita di una nuova Italia Repubblicana ed Antifascista, che ripudia la guerra e che sarà sempre a difesa dei valori della libertà”.

Ricordando che proprio a Terranegra è scolpita su pietra la parola “perdonare”, Materassi ha poi dichiarato che “l’ANEI non può ignorare il tema della Riconciliazione”, già condiviso con le istituzioni della Repubblica Federale di Germania. A questo proposito “occorre che ognuno si adoperi per la Riconcilazione, perché essa è un importante viatico per educare ai valori della fratellanza e della Pace, ispirandosi ai quali i nostri IMI diedero vita all’ANEI dopo l’esperienza vissuta nei Lager”.

 

6 settembre 2019

 

Noi tutti sappiamo quanto l’8 Settembre 1943 sia una data determinante per la sorte della Patria e dell’esercito italiano. È il giorno dell’annuncio, da parte del maresciallo Pietro Badoglio, dell’armistizio con gli anglo-americani, firmato segretamente il 3 settembre a Cassibile (Siracusa). Alla cessazione delle ostilità verso gli Alleati non corrispose un’adeguata e coordinata organizzazione dei nostri reparti militari per resistere all’aggressione tedesca, cosicché solo l’iniziativa di alcuni singoli comandi diede vita ad un’opposizione armata alla cattura, reazione destinata inevitabilmente al sacrificio. È doveroso ricordare i combattimenti nel Dodecaneso, a Cefalonia, Lero, Coo, Rodi, ma anche quelli in Albania e in Jugoslavia e altri in Italia, come quello di militari e civili a Porta San Paolo a Roma e altri in diversi luoghi della nostra penisola, tutti conclusisi con un alto numero di vittime anche a causa della rappresaglia tedesca. Al mancato ordine attuativo delle vaghe disposizioni delle Memorie n. 44 e 45 e dei contraddittori Promemoria 1 e 2 del Comando supremo italiano, comunque subordinati all’iniziativa tedesca, risposero eroicamente il valore e la dignità di diversi reparti del nostro esercito. Lo stesso valore e la stessa dignità che ebbero quei più di seicentomila Internati Militari che rifiutarono la liberazione scegliendo la fatica, la fame e in cinquantamila la morte, pur di non dare la loro adesione al fascismo e al nazismo. Fu la prima libera scelta dopo vent’anni di dittatura e fu una scelta coraggiosa di uomini e di militari, ispirati da valori di umanità, di pace, di lealtà. Una decisione che col tempo fu sempre più un consapevole democratico rifiuto di quelle ideologie che in nome di una presunta superiorità avevano portato la violenza e la sopraffazione nel mondo, e che gli IMI stessi ora subivano. Se l’8 Settembre segnò l’inizio dell’occupazione tedesca di gran parte dell’Italia e la divisione della nostra penisola tra la futura Repubblica sociale e il cosiddetto Regno del Sud, dopo la fuga dello stato maggiore dell’esercito e del re a Brindisi, sancì di fatto l’inizio della Resistenza armata contro il nazi-fascismo, attuata anche con il determinante contributo dei militari sfuggiti alla cattura. Fu importante quella lotta di popolo che attraverso azioni di sabotaggio contribuì a fiaccare l’opposizione, degli occupanti tedeschi e dei fascisti loro alleati, all’avanzata delle truppe alleate. Ma soprattutto dimostrò al mondo che gli Italiani volevano cancellare la dittatura e redimersi dalla guerra di aggressione scatenata dal fascismo. Quella Resistenza in armi si accompagnò a quella senz’armi attuata nei Lager dagli IMI, che ebbe ancora più vittime e non fu certo meno importante. È da questa data che inizia il cammino democratico del nostro Paese, quel cammino che, attraverso tanti sacrifici, ci ha riportati alla libertà e soprattutto ha dato origine alla nostra Costituzione, nata dalla lotta al fascismo, la cui matrice è quindi, in nome della democrazia, profondamente antifascista. In questo giorno, a 76 anni di distanza, non deve affievolirsi il ricordo del sacrificio di tutti i combattenti per la libertà, con o senza armi, che seppero reagire con determinazione ad un periodo buio della nostra storia richiamandosi ai valori fondanti dell’Umanità, la pace, la giustizia, la solidarietà che la nostra Associazione ha fatto propri raccogliendo il testimone lasciatoci dagli Internati Militari Italiani.

La Presidenza Nazionale

 

6 agosto 2019

 

Un contributo ANEI al tema dei diritti umani in relazione al decreto “Sicurezza bis” recentemente approvato al Senato

L’ANEI, ricordando le sofferenze patite dagli internati nei campi di concentramento nazisti, non può non essere in prima linea nella difesa di chi si vede oggi privato della propria dignità di essere umano nei campi di internamento in Libia, e di chi si avventura sul mare per sfuggire alla guerra, alla fame e agli aguzzini. Il decreto, approvato dal Senato, nei suoi primi articoli contiene norme moralmente inaccettabili riguardanti enormi sanzioni economiche previste per coloro che, ubbidendo alla coscienza e alle leggi del mare, soccorrono chi è in pericolo di vita. Queste norme si propongono di contrastare l’immigrazione clandestina, ma chi ne pagherà le conseguenze saranno proprio i bisognosi di aiuto, liberi di affogare, non certo i trafficanti di esseri umani. L’altro aspetto, che è doveroso sottolineare, è il pericolo di eventuali ricadute sul corpo sociale in quanto si rischia di perdere di vista l’importanza del valore della dignità della persona, alimentando così ulteriori episodi di intolleranza e di razzismo. Non possiamo non rilevare, infine, che il decreto è in palese contrasto sia con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali sia con l’articolo 10 della nostra Costituzione che, ricordiamo, è nata proprio sulle macerie di uno Stato che aveva negato la democrazia, e per questo i padri costituzionali avevano ben presente l’intento di tutelare i diritti umani e l’effettivo esercizio delle libertà democratiche offerte anche allo straniero a cui sia impedito di esercitarle nel proprio paese. Per tutto ciò l’ANEI non può non esprimere il proprio sconcerto di fronte a provvedimenti che sembrano smarrire non solo il riferimento alla carta costituzionale, ma anche quello ai più elementari principi di umanità. 

La Presidenza dell’Associazione Nazionale Ex Internati,

partecipa al dolore della famiglia del

Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega

ed esprime la propria vicinanza

all’Arma dei Carabinieri

 

Incontro presso l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania

Il giorno 9 luglio 2019, il Presidente Orlando Materassi e la Dott.ssa Luana Collacchioni, titolare di un assegno di ricerca biennale per il progetto “La Memoria resistente” finanziato del “Fondo italo-tedesco per il futuro” sono stati ricevuti presso l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.

Nell’incontro avuto con l’Ambasciatore Viktor Elbling è stato condiviso il comune impegno per mantenere viva la Memoria degli IMI.

Il progetto in essere è stato ritenuto valido per una maggiore conoscenza della scelta fatta dagli IMI e del loro internamento, così come importante è stato coinvolgere le nuove generazioni al fine di una completa riconciliazione tra i Popoli e per dare certezza ad un futuro di pace.

Nell’occasione l’Ambasciatore ha fatto proprie le considerazioni del Presidente Orlando Materassi per dar vita al rilancio associativo dell’Anei, così come è emerso dall’ultimo congresso nazionale.

Al termine dell’incontro, l’Ambasciatore Viktor Elbling, il Presidente Orlando Materassi e la Dott.ssa Luana Collacchioni hanno rilasciato brevi video interviste.

In merito all’incontro, il Presidente Orlando Materassi, nell’esprimere il suo giudizio positivo sui temi affrontati e sulla manifestata volontà di collaborazione dimostrata dall’Ambasciatore, ha invitato lo stesso ad essere presente al convegno previsto nell’ambito del progetto “La Memoria resistente” che sarà organizzato a Firenze nel prossimo autunno.

 

 

Elezione di David Maria Sassoli alla Presidenza del Parlamento Europeo.

 

 

L' A.N.E.I. - Associazione Nazionale Ex Internati nei lager  Nazisti - saluta l'elezione di   David Maria Sassoli alla Presidenza del Parlamento Europeo.

Apprezza le sue parole in occasione del discorso di insediamento nel ricordare

…Non siamo un incidente della storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l'antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia…

Un chiaro e condiviso riferimento alle origini di un Europa unita i cui germogli nacquero all'interno dei campi della deportazione e dell'internamento. Lì, uomini e donne dei tanti diversi Paesi educati a culture diverse diedero vita ai primi atti di solidarietà e di riappacificazione mossi da ideali di pace, giustizia e libertà. L’impegno espresso dal neo presidente in difesa e promozione della libertà, della democrazia e del valore della persona e della sua dignità coincide appieno con quello della nostra Associazione.

Nell'augurare buon lavoro al Presidente David Sassoli e a tutti i membri del Parlamento europeo, l'A.N.E.I. nel ricordo dei suoi IMI, conferma il proprio impegno di Memoria e formazione per garantire un futuro di amicizia tra tutti i cittadini del mondo.